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12月26日 E - P - A E: So che passi di qua, silenzioso. Lo so perchè nonostante tutto a settembre, quando sapevi che ne avevo bisogno, mi hai scritto un messaggio inaspettato. Inaspettato e dolce. Il Natale è passato da poco e per quanto abbia trovato coerente non scambiarci gli auguri quest'anno, non nego che mi è pesato tanto. Ma io sono fatta così, non ci sto ad essere più "buoni" solo perchè arriva il 25 dicembre, non ci sto se poi so che se ci incontrassimo per strada ci saluteremmo a malapena e con non poco imbarazzo. Per questo ho apprezzato il nostro silenzio, per questo nonostante ne avessi voglia non ti ho scritto nulla (però poi eccomi qui...), perchè so che basta il pensiero e quello, credimi, non è mancato. Spero abbia passato un ottimo giorno in famiglia, barando a carte come sempre. Ti voglio sempre bene, tesò! P: A te, invece, dico che mi hai sorpresa. Ma non necessariamente lo stupore è sintomo di piacere. Sono sicura che mi abbia vista in auto qualche giorno fa. Mi hai vista ma come me hai fatto finta di nulla, hai semplicemente girato la faccia da un'altra parte. Nessun ponte tra noi, nessun segno di vita. Solo i MIEI auguri per il tuo compleanno e poi (dopo un po') il rispetto di una decisione dura (ma a posteriori giusta) da accettare. Perchè gli auguri, quindi? Una mail uguale per tutti, poi... Ma per favore! Cos'è, a Natale è lecito scriversi, è consentito sentirsi? No, non c'era bisogno della fiera dell'ipocrisia. Rimasugli di affetto i tuoi, o solo un errore nell'elenco dei destinatari della mail? A: Grazie del messaggio. A te avevo pensato di scrivere, ma poi mi i miei nipotini e tutto il resto della tribù hanno rapito la mia attenzione (ok, volevo scrivessi tu per primo). Grazie perchè ci credo quando mi dici che gli auguri me li fai con il cuore. Grazie perchè in fondo al cuore so che "semplicemente ci vogliamo bene". Baciuo. 12月23日 Auguri a tutti
Auguri
a chi nella mia vita è passato, lasciando il segno; 12月19日 A Natale puoiGiovedì pomeriggio, in un’atmosfera natalizia che si fa fatica a non avvertire e in una Piazza Castelnuovo vestita a festa, si è svolta una manifestazione benefica per sostenere i bambini dell’Associazione "Volontariato Madre Serafina Farolfi" e la piccola Anna Maria Sandy affetta da trombocitopenia. A questo evento, come ad altri, hanno partecipato alcuni Rosa, i quali, nell’occasione, hanno messo all’asta tre maglie autografate con lo scopo di raccogliere quanti più fondi possibili a favore di questa causa. Non avendo partecipato direttamente all’evento non potrò raccontare nel dettaglio come siano andate le cose, ma leggendo online il resoconto dell’evento spontanea è sorta una considerazione. In un momento storico in cui si fa fatica a non udire la parola recessione, fa sempre piacere apprendere che le occasioni per aiutare chi ha più bisogno non manchino. Ma se è vero che nessuno è obbligato a prendere a parte a determinate manifestazioni, è anche vero che leggere entusiasmo da parte di chi racconta tali eventi nel riportare che questo o quel calciatore ha gentilmente offerto duecento euro, mi fa quantomeno sorridere. Certo, due o trecento euro sono sempre meglio di niente, per carità, ma è anche vero che da uno sportivo di una squadra che milita in serie A mi sarei aspettata qualcosina di più, e sapere poi che la stessa società abbia offerto cinquemila euro (la stesse cifra – se non meno - che viene pagata di domenica in domenica dalla stessa per le multe comminatele), mi fa un po’ impressione. La mia non vuole essere una polemica fine a sé stessa, quanto uno spunto di riflessione. In fondo stiamo parlando di gente fortunata (i calciatori)
che si impegna ad aiutare chi, meno fortunatamente, necessita di cure e
particolari attenzioni; forse uno sforzo in più non sarebbe stato poi così
difficile farlo. 12月11日 Chicca Doc! DOTTORESSA. Mmh, ancora non ho ben realizzato, so solo che mi sento come frastornata. Una cosa di questo giorno però l'ho ben chiara: chi se ne frega se i professori fanno gli stronzi e battibeccano tra di loro durante la laurea; chi se ne frega se uno di questi mi fa un appunto su una cosa da lui corretta e riveduta; chi se ne frega se le lingue le ho un po' inventate; chi se ne frega dell'ansia pre-esame... sono Dottoressa ormai, e quant'è bello vedere i propri sacrifici ripagati! Vorrei ringraziare uno per uno chi mi è stato vicino, ma non la finirei più... per cui dico solo grazie a chi mi vuole bene e me lo dimostra (a suo modo, ma lo dimostra); a chi mi ha sorpresa e fatta commuovere; a chi mi ha permesso di essere qui; a chi mi è stato vicino pur trovandosi a chilometri (tanti) di distanza; a chi non c'è più (ma solo fisicamente). GRAZIE A TUTTI. |
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