Francesca 的个人资料Il mondo di Chicca照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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7月25日 Chi è causa del proprio mal...Rimediare non sempre si può, perchè se spegni il cervello gli errori che fai si moltiplicano a dismisura. Allora se un posto diventa troppo piccolo per due (o più) persone c'è bisogno che una vada via. E poco importa se a quel posto sei legata in maniera davvero inspiegabile, arriva un momento in cui l'egoismo va messo da parte e tu devi andar via. Così saluti tutti, saluti anche quelli che non ti hanno dato modo di dare la tua versione (Chicca, stronza che non sei altro!), e lasci un pezzettino di cuore lì, dove mai avresti pensato di poter rimanere per due lunghissimi, splendidi anni.
In fondo al cuore so che a qualcuno mancherò davvero e loro (tutti) mancheranno anche a me.
Un saluto alla famiglia webbara di tifosirosanero. Non mi viene in mente nessun titolo. Oh!Insofferenza!
Uffa, uffa e uffa.
Ora mi metto a sbattere i piedi per terra come una mocciosa e magari passa un po' questo malessere.
No, eh? Non funziona, dite?
A volte penso che mollerei tutto... casa, città, studio, amici, TUTTO!
Mollare per ricominciare da un'altra parte, nell'attesa di dimenticare e di imparare senza dover sentire per forza il peso di rimpianti e rimorsi.
7月19日 Buon Non CompleannoNon ricordo se sia oggi. Non sono molto brava con date, anniversari, ricorrenze.
Di certo, però, ricordo che il periodo è questo.
Ricordo anche che volevi festeggiare in questa data ancor più del compleanno. L'"anniversario di rinascita " credo tu l'abbia definito, o qualcosa del genere. Quando ci siamo conosciuti avevi ancora i segni dell'incidente sul braccio. Ma quelli non erano il vero problema. I più pesanti erano quelli che avevi dentro...
Buon Non Compleanno.
Il giorno era ieri, non mi sbagliavo.
Ti ho sentito di nuovo dopo quattro lunghissimi mesi.
Spero che la tua vita vada bene.
7月13日 Biscotti allo zenzeroIngredienti per 4 persone:
- 400 gr. di farina 00
- 200 gr. di zucchero
- 50 gr di nocciole tritate finissime
- 200 gr. di burro morbido
- due uova intere
- una punta di lievito per dolci
- un pizzico di sale
- due cucchiaini di zenzero in polvere
Preparazione: Montare bene le uova con lo zucchero. Setacciare la farina con lo zenzero, il pizzico di lievito, le nocciole ridotte in farina e il sale. Versare sul piano l’insieme di ingredienti secchi, aggiungere il composto di uova e zucchero e il burro a pezzetti ammorbidito. Impastare con le mani e lasciar riposare nella parte meno fredda del frigo per mezz’ora circa. Stendere con il matterello a un’altezza di un po’ meno di 1 cm, dare le forme volute e disporre su una placca da forno. Cuocere a 180° per circa 15-20 minuti. No, non ho intenzione di creare una rubrica culinaria.
Ho solo visto un film - "Vero come la finzione" - e mi è venuto in mente che magari potremmo averne bisogno un giorno, chissà! 7月11日 AbbonamentoIl bello di andare sempre allo stadio è che poi, intorno a te, si viene a creare come una seconda famiglia. Se poi hai anche la fortuna di trovare dei vicini simpatici, beh…è fatta!
Girare un’ora per trovare parcheggio (‘fimmina’ sono, e pur avendo una 600 - mica un SUV - quelli troppo piccoli li evito. Così, giusto per non perdere un’altra ora tra manovre varie); mandare giù un boccone tanto velocemente che sembra quasi di berlo; vedere che le maschere non guardano neanche se gli stai dando l’abbonamento o la tessera della spesa, ti sequestrano le bottigliette e poi all’interno dello stadio entra di tutto (di TUTTO)… beh, sono piccolezze al confronto di quella strana sensazione che si prova, domenica per domenica, ad ascoltare quel simpatico modo di commentare la formazione, di trovare quell’anziano signore che ti tiene da parte il giornale per fartelo leggere e che ti offre delle meravigliose caramelle al mou (sapientemente fatte assaggiare prima al cugino, nell’ipotesi che possano essere avvelenate). Ma non è solo questo: senti sempre le stesse lamentele (per novanta minuti, e sempre provenienti dalle stesse persone): il caldo, il freddo, i giocatori che non corrono, che non sudano, eccetera, eccetera eccetera! Le stesse lamentele che non appena i Rosa vanno in goal si trasformano in applausi scroscianti, possibilmente conditi da un “l’avevo detto io che quello era il migliore in campo”! Sì, e io che un po’ di sano ‘parra picca’ non guasterebbe ogni tanto. Sensazioni che stando a casa, o anche andando allo stadio una volta ogni tanto non si possono condividere. Infatti penso che ogni cosa acquisti un sapore diverso se gustata a lungo. È bello anche imparare a riconoscere i tizi che vendono gelati e sgranocchio vario (Ghiacciolo e/o Cocacola per i più), per esempio dal modo in cui viene pronunciata la parola “cornetto” (cornitto in realtà); o dallo sguardo di quello che basta che sei di sesso femminile (e respiri) e sei buona per attaccare bottone; o ancora il sosia di Gigi d’Alessio. L’atmosfera che si crea è simile anche a quella che si viveva tra i banchi di scuola. Complicità è, forse, la parola più adatta. Sensazioni che solo una frequentazione “obbligata” ti può far condividere: la gioia del bimbo della fila sotto la tua; il gesto liberatorio del simpatico vicino tanto compito, che mai avresti immaginato si sarebbe sfogato così; gli sguardi complici dell’amica che mai avrebbe pensato di avvicinarsi al calcio. 7月6日 Basta pocoA volte è proprio vero: la semplicità premia.
In fondo basta davvero poco... un atteggiamento un po' impacciato, una battutina per alleggerire il rossore del viso (il mio) e una sana chiaccherata ridendo e scherzando.
Che succede dopo?
E chi lo sa! L'importante è aver passato delle ore molto carine, insieme!
Poi...
Poi si vede.
Comu veni, si cunta (si vive alla giornata)!
"...Que sera sera Whatever will be will be The future's not ours to see Que sera sera..." 7月3日 Voglia di cambiamenti...Sarà il caldo, sarà la leggerezza che inevitabile si fa sentire dopo un esame che mi ha fatto sudare 27 camicie, ma il solito simpaticissimo tarlo ha iniziato a martellare di nuovo in testa. Ma prima di ogni decisione ne parlo con un amico, anzi, con mio cugggino! POM!
Io: cugino, ti do un colpo al cuore, voglio tagliare i capelli! Io: Sulle spalle, non cortissimi. Cugino: Sulle spalle... ma perchè? Io: Perchè, perchè... voglia di cambiare! Cugino: Ma altri cambiamenti, no? Perchè voi donne sapete cambiare solo i capelli? Io: E' a menu spisa! Cugino: Cambia qualcos'altro! Lassali stare i capiddi! Io: Beh, volendo cambierei misura di reggiseno! E - sempre volendo - potrei farlo, ma poi che ci metto dentro?! O magari potrei aggiungere dieci centimetri all'altezza, ma le protesi non le ho ancora trovate! Cugino: Ma che c'entra, il cambiamento deve essere dentro di te! Io: Cugino: Porca miseria, sugnu troppu forte! Io: No, no... però se hai suggerimenti sul cambiamento dentro-di-me, fai pure, suggerisci! Cugino: No... che c'entra! Pensavo che questo cambiamento fosse dovuto a una certa dose di insofferenza. Se ti stai bene così, sei perfetta!* Io: No, è solo voglia di cambiare look! Cugino: Insomma ti vo' proprio tagghiare i capiddi! Io: Eh, sì, più meno! Cugino: Bene, hai il mio benestare. Ma sopra la spalla!
Lo so, starete maledicendo il momento in cui avete iniziato a leggere questo post inutilissimo, e starete maledicendo me per avervi rubato il vostro preziosissimo tempo. Ok, avete ragione! Anche se, a dire il vero, avreste potuto benissimo mandarmi a ca... quel paese alla quinta/sesta riga e smettere di leggere, no?!
Comunque, e se tagliassi i capelli?!
*(Questa sembra la scena vissuta qualche anno fa di fronte ad una foto - "certo che quando ERI piccola, ERI proprio bella" - e il rumore di unghie di chi si arrampica sugli specchi è identico, giuro) |
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