Francesca 的个人资料Il mondo di Chicca照片日志列表更多 工具 帮助

日志


10月7日

La panacea di tuti i mali è...?

Che si tratti di egocentrismo o puro e semplice amor proprio, poco mi importa. Perchè quella che sento è una sensazione strana, nuova...
Voglia di stare bene, ecco cos'è.
Non che prima non lo volessi, è solo che adesso mi rendo conto che un sorriso è  davvero la cura migliore per tutto.
In fondo ho sempre saputo prendere in giro i miei difetti, fare autoironia, ma mai mi ero fermata a riflettere sul fatto che prendersi poco sul serio, a volte, è davvero la panacea di tutti i mali, altro che la distanza (Silvestri docet)!
Non perdo di vista le cose importanti, certo, continuo ad avere progetti e speranze, ma ironia e sarcasmo non mi lasciano più, neanche per un attimo... e va bene così!
10月4日

Panic room

Perennemente in ritardo e con mille cose da fare all'ultimo minuto disponibile, a lezione e al lavoro, però, sono sempre (oddio, quasi sempre) riuscita ad arrivare con qualche minuto di anticipo. Non sopporto dover iniziare tutto di fretta anche lì, con il capo (o il professore) che inizia a tartassarmi di nozioni e suggerimenti vari. Semplicemente mi irrito!
 
E infatti qualche giorno fa, al lavoro, sono arrivata un po' prima che iniziasse il mio turno, ho scelto la mia postazione e tutta contenta vado dal capo per salutare e lui mi risponde in modo velenosissimo.
No, dico, buongiorno anche a te, caro!
Che palle, ma si può?!
Purtroppo (o per fortuna, ancora non l'ho capito) sapendo di non aver minimamente fatto nulla che potesse aver causato quella "produzione artigianale di jogurt", gli faccio notare dolcemente che potrebbe iniziare a calmarsi, che IO non ho fatto niente (ero appena arrivata) e che già mi ha un pelino rotto le scatole.
Per concludere in bellezza la giornata cazziatone a tutti i ragazzi dell'outbound e adesioni al minimo storico fino a quasi fine turno.
Fortuna che dopo una fuga alla finestra per sentire un po' di aria fresca sul viso e per chiaccherare con chi, come me, sa quanto è fastidioso andare a lavorare per la "gloria", la giornata si è raddrizzata un po'... qualche cliente simpaticissimo (grande rarità) e il capo che, pur riconfermando il contenuto della strigliata, si complimenta per il risultato ottenuto.
Capo, permettimi lo stesso: mabbaff!
 
cane schiacciato
10月1日

Buon viaggio

Ci sono stati momenti in cui avrei rubato alla nostra vita ogni singolo attimo per tenerti a me.
Avrei voluto prendere la tua mano per legarti e non lasciarti andare via.
Ma sono stati solo attimi. Piccoli frammenti. E i momenti sono fatti per volare via veloci, e con loro anche quel mio dolcissimo egoismo. Perchè, sì, poi ho pregato che finissi di soffrire presto, che ti prendesse Lui per mano e ti facesse addormentare senza sentire dolore.
E' passata appena una settimana (lo so, sempre con i miei tempi) e mi manchi, mi manca vederti su quella sedia vicino la finestra, ma non mi vergogno di dire che sono più contenta di saperti serena, adesso.
Ovunque tu sia, ti voglio bene, nonnuzza.
9月12日

Da grande sarò...

Ci pensavo oggi, pronta per un nuovo colloquio e carica come ogni giorno: ma ai bambini - alle scuole elementari, intendo - lo chiedono ancora cosa vogliono fare da grandi?
Ci pensavo perchè lo scarto tra cio che siamo, che facciamo e quello che vorremmo è davvero troppo grande.
Per carità, sognare è lecito, soprattutto da piccolini, ma mi chiedo poi se fare i conti con la realtà non sia troppo duro.

Ieri ho finito di sostenere gli esami universitari. Ventinove materie più o meno interessanti che mi porteranno, se tutto va bene, a laurearmi a dicembre. Un ennesimo attestato che, oltre alla conoscenza personale (importantissima secondo il mio punto di vista), penso servirà a ben poco.
Ne parlavo anche con uno dei capi al lavoro, che mi chiedeva se volessi conseguire anche la laurea specialistica. Sì, io vorrei, ma siamo sempre lì: oltre al fatto che la mia cultura ne trarrebbe beneficio, questi sacrifici verrebbero ricompensati in qualche modo?
Forse è un po' materialistico come concetto, ma chi me lo fa fare a studiare ancora se poi quello che vado a trovare nel "mondo reale" è solo precarietà?
 
8月29日

E pensare che... (un anno dopo)

E pensare che un anno fa, oggi, ero convinta di aver trovato la Felicità;
E pensare che l'indomani non ero più convinta di ciò che avevo visto la sera prima;
E pensare che dopo quattro giorni ero di nuovo contenta della persona che avevo di fronte;
E pensare che di come si pronunciasse 'mojito' non me fregava niente;
E pensare che non ricordavo proprio cosa mi avesse colpito di te, e che ho dovuto inventare!
E pensare che ti ho dovuto dire tre volte "devo andare" (ok, erano 5), prima di andare davvero;
E pensare che le campane le ho sentite davvero quel giorno (la chiesa era a meno di cinquanta metri);
 
E pensare che poi mi sembrava che il tempo non passasse mai;
E pensare che immaginavo di non volere più la pasta alla carbonara;
E pensare che mi sentivo mancare il terreno sotto i piedi;
E pensare che ho dovuto prendere una botta davvero dura per capire;
 
E pensare che a volte, ancora, non so se ho ben capito;
E pensare che non so se voglio farlo più l'albero di natale (che bello come il nostro non ce ne saranno mai);
E pensare che torno a sorridere di cuore;
E pensare che sono ancora una mollicona incredibile;
E pensare che mi lamento tanto, ma da lamentarsi poi non ci sarebbe;
E pensare che sono ancora qui, e va bene così!
E pensare che aver parlato di te ha scatenato uno tsunami di emozioni, e sognarti è ancora splendido;
 
 
A te, bel vecchietto. See you.
 

8月26日

"L'estate sta finendo, e un anno se ne va..."

Ebbene sì, con settembre che si affaccia alle porte, l'estate è praticamente agli sgoccioli e inizia il tempo delle partenze.
Pensavo sarei diventata più brava. Credevo che, a lungo andare, ci avrei fatto l'abitudine e non avrei più sentito quella sensazione di vuoto allo stomaco, quell'orribile senso di vuoto. E invece no.
Certo, qualche anno fa era ancora più dura, più doloroso, ma anche adesso non si scherza.
Perchè quando una persona cara va via, torna a quello che è il suo mondo, il distacco è la cosa più dura da affrontare. Se poi i giorni delle partenze sono più di uno, le cose diventano ancora più difficili.
Se è vero che ad agosto vedo i miei spazi diminuire notevolmente; mi lamento perchè non sono più abituata ad avere duemila persone per casa, perchè far combaciare esigenze differenti è pressocchè impossibile, è altrettanto vero che poi tutto questo caos che scompare all'improvviso, mi lascia spiazzata.
Io sono un po' come la mia gatta. Non sempre amo stare in mezzo a troppa confusione. Sono affettuosa, ma ho i miei tempi e le mie abitudini. Ma proprio come lei, quando la festa finisce, mi aggiro per casa cercando quello che fino a due minuti prima era lì a "infastidirmi"/farmi compagnia. Un po' come adesso, che la seconda parte di cuore è andata via, direzione Cerro.
Chissà, forse negli anni a seguire sarò io stessa a prendere un aereo per andar via, per raggiungere il mio mondo, perchè non so se il futuro mi permetterà di rimanere a Palermo (e non so neanche se IO voglio rimanerci) e saranno gli altri a sentire quella stessa sensazione che provo adesso. Chissà...
 
partenza
8月22日

Sorriso

 
"Ti voglio davvero bene, cucuzza dura"

Sorriso

8月20日

BOVOEDELLAFIORE!

Chicca, Tony e Cate che passeggiano.

Tony è distratto, possibilmente pensa ai fatti suoi.

Caty guarda bramosissima il “Bar Touring”.

Chicca osserva i visi delle persone. Diciamo così! A bocca aperta

 

Chicca: BOVO e DELLAFIORE!

Caterina che intanto sta sbavando dietro un’arancina grande quanto me, inizia a guardare in aria. Sarcastico

Chicca: No, no, BOVO E DELLAFIORE! Là!

Tony e Caterina restano un po’ perplessi e poi comprendono che ci sono due giocatori, per l’appunto Bovo e Dellafiore!

Chicca: Era ora!

 

A quel punto scatta automatica la foto.

Automatica? Sì, e io sono il Papa! A bocca aperta

Comunque…

I due baldi giovani (complimenti alla mamma dell’argentino – italiano in realtà) molto gentilmente si prestano ed è qui che parte il mio lato polipone! Linguaccia

Tony inizia un serio contenzioso con la fotocamera, con non poco imbarazzo delle due giovani pulzelle COSTRETTE Pensieroso a rimanere abbracciate ai due difensori rosanero. Che ci tocca fare!

Alla fine, la foto riesce e la povera Chicca è costretta a spoliparsi! In lacrime

Destino crudele!

A bocca aperta

 

Bovo e Dellafiore!

 

Ok, altro post estremamente inutile, ma è estate e il neurone è in vacanza! Mica posso fare sempre quella seria!


8月18日

Scrivere

 

Tramonto

A volte scrivere diventa proprio una necessità.
Solo che non sempre la mente è in grado di trasformare i pensieri in parole.
Come in questo momento, o come quando avrei voglia di strillare di fronte ad uno spettacolo così bello, ma la voce non viene fuori e allora mi sento impotente. Un puntino piccolo piccolo.
Il fatto è che ci sono cose che proprio non capisco, che mi sembrano così strane da non riuscire a dargli una spiegazione. Cose in apparenza scontate, che eppure non riesco a decifrare.
Forse basterebbe lasciarle lì, in un angolino, e aspettare che si chiariscano da sole; o che si ridimensionino, riacquistando la loro esatta importanza. Ma io sono io, e non ci so stare senza macinare pensieri su pensieri.
Caos!

8月5日

Se sognare si può...

 
sanpietroburgo
 
Allora partiamo da qui?
Dai, Romi, prepara le valigie!
8月4日

Riflessioni

A volte mi chiedo perchè se - per quanto affascinante per colori, sfumature, giochi di luce e calore - una volta che ci si è bruciati, si tenti sempre di toccarlo ancora il fuoco.
Stupidità? 
Forse.
Allora come dare torto a chi disse*: "Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima…"
 
*Albert Einstein

8月3日

ChiCcusuzzaNica, mi piaci quando taci


Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla tubante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.

(Pablo Neruda)

8月1日

Benvenuta nel mondo del precariato!

Certo, dover ripetere all'infinito (o quasi) la frase "Buongiorno, sono Francesca del servizio Sky Italia, parlo con...? La chiamo perchè..." non è il massimo. Non lo è per nessuno (credo), figurarsi per chi ha altre aspettative. Non lo è neanche il meraviglioso contratto che ci è stato fatto firmare. Perplesso
Ma anche questo tipo di lavoro ha dei pregi. O magari sono io che li voglio trovare, non so.
Vediamo... in primis l'ambiente lavorativo è giovane. Incredibile non sono io la più piccola! Questo fa sì che si venga a creare un buon feeling tra colleghi (a volte, durante la formazione, ho avuto l'impressione di essere tornata a scuola, foooorte), soprattutto quando stanchezza e babbìo si fondevano insieme in un mix terribile A bocca aperta; l'orario, poi, è relativamente flessibile (quattro ore al giorno) con due turni pomeridiani, e poi... e poi gli altri aspetti positivi li devo ancora trovare, non c'è premura!
7月25日

Chi è causa del proprio mal...

Rimediare non sempre si può, perchè se spegni il cervello gli errori che fai si moltiplicano a dismisura. Allora se un posto diventa troppo piccolo per due (o più) persone c'è bisogno che una vada via. E poco importa se a quel posto sei legata in maniera davvero inspiegabile, arriva un momento in cui l'egoismo va messo da parte e tu devi andar via. Così saluti tutti, saluti anche quelli che non ti hanno dato modo di dare la tua versione (Chicca, stronza che non sei altro!), e lasci un pezzettino di cuore lì, dove mai avresti pensato di poter rimanere per due lunghissimi, splendidi anni.
In fondo al cuore so che a qualcuno mancherò davvero e loro (tutti) mancheranno anche a me.
Un saluto alla famiglia webbara di tifosirosanero.

Non mi viene in mente nessun titolo. Oh!

Insofferenza!
Uffa, uffa e uffa.
Ora mi metto a sbattere i piedi per terra come una mocciosa e magari passa un po' questo malessere.
No, eh? Non funziona, dite?
 
A volte penso che mollerei tutto... casa, città, studio, amici, TUTTO!
Mollare per ricominciare da un'altra parte, nell'attesa di dimenticare e di imparare senza dover sentire per forza il peso di rimpianti e rimorsi.
 
7月19日

Buon Non Compleanno

Non ricordo se sia oggi. Non sono molto brava con date, anniversari, ricorrenze.
Di certo, però, ricordo che il periodo è questo.
Ricordo anche che volevi festeggiare in questa data ancor più del compleanno. L'"anniversario di rinascita " credo tu l'abbia definito, o qualcosa del genere. Quando ci siamo conosciuti avevi ancora i segni dell'incidente sul braccio. Ma quelli non erano il vero problema. I più pesanti erano quelli che avevi dentro...
Buon Non Compleanno.
 
Il giorno era ieri, non mi sbagliavo.
Ti ho sentito di nuovo dopo quattro lunghissimi mesi.
Spero che la tua vita vada bene.
 
7月18日

E se...

E SE FOSSI IO A NON VOLER "PENSARE DOPPIO", STAVOLTA?
7月13日

Biscotti allo zenzero

Ingredienti per 4 persone:
- 400 gr. di farina 00
- 200 gr. di zucchero
- 50 gr di nocciole tritate finissime
- 200 gr. di burro morbido
- due uova intere
- una punta di lievito per dolci
- un pizzico di sale
- due cucchiaini di zenzero in polvere

Preparazione:
Montare bene le uova con lo zucchero. Setacciare la farina con lo zenzero, il pizzico di lievito, le nocciole ridotte in farina e il sale. Versare sul piano l’insieme di ingredienti secchi, aggiungere il composto di uova e zucchero e il burro a pezzetti ammorbidito. Impastare con le mani e lasciar riposare nella parte meno fredda del frigo per mezz’ora circa. Stendere con il matterello a un’altezza di un po’ meno di 1 cm, dare le forme volute e disporre su una placca da forno. Cuocere a 180° per circa 15-20 minuti.

 
No, non ho intenzione di creare una rubrica culinaria.
Ho solo visto un film - "Vero come la finzione" - e mi è venuto in mente che magari potremmo averne bisogno un giorno, chissà!
7月11日

Abbonamento

Il bello di andare sempre allo stadio è che poi, intorno a te, si viene a creare come una seconda famiglia. Se poi hai anche la fortuna di trovare dei vicini simpatici, beh…è fatta!

Girare un’ora per trovare parcheggio (‘fimmina’ sono, e pur avendo una 600 - mica un SUV - quelli troppo piccoli li evito. Così, giusto per non perdere un’altra ora tra manovre varie); mandare giù un boccone tanto velocemente che sembra quasi di berlo; vedere che le maschere non guardano neanche se gli stai dando l’abbonamento o la tessera della spesa, ti sequestrano le bottigliette e poi all’interno dello stadio entra di tutto (di TUTTO)… beh, sono piccolezze al confronto di quella strana sensazione che si prova, domenica per domenica, ad ascoltare quel simpatico modo di commentare la formazione, di trovare quell’anziano signore che ti tiene da parte il giornale per fartelo leggere e che ti offre delle meravigliose caramelle al mou (sapientemente fatte assaggiare prima al cugino, nell’ipotesi che possano essere avvelenate).

Ma non è solo questo: senti sempre le stesse lamentele (per novanta minuti, e sempre provenienti dalle stesse persone): il caldo, il freddo, i giocatori che non corrono, che non sudano, eccetera, eccetera eccetera! Le stesse lamentele che non appena i Rosa vanno in goal si trasformano in applausi scroscianti, possibilmente conditi da un “l’avevo detto io che quello era il migliore in campo”! Sì, e io che un po’ di sano ‘parra picca’ non guasterebbe ogni tanto.

Sensazioni che stando a casa, o anche andando allo stadio una volta ogni tanto non si possono condividere. Infatti penso che ogni cosa acquisti un sapore diverso se gustata a lungo.

È bello anche imparare a riconoscere i tizi che vendono gelati e sgranocchio vario (Ghiacciolo e/o Cocacola per i più), per esempio dal modo in cui viene pronunciata la parola “cornetto” (cornitto in realtà); o dallo sguardo di quello che basta che sei di sesso femminile (e respiri) e sei buona per attaccare bottone; o ancora il sosia di Gigi d’Alessio.

L’atmosfera che si crea è simile anche a quella che si viveva tra i banchi di scuola. Complicità è, forse, la parola più adatta.

Sensazioni che solo una frequentazione “obbligata” ti può far condividere: la gioia del bimbo della fila sotto la tua; il gesto liberatorio del simpatico vicino tanto compito, che mai avresti immaginato si sarebbe sfogato così; gli sguardi complici dell’amica che mai avrebbe pensato di avvicinarsi al calcio.